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Notoriamente il Regno Unito e` considerato il Paese al mondo piu` "accogliente" per gli investitori esteri (1.600 miliardi di $ lo stock di investimenti dall`estero, al terzo posto al mondo dopo gli USA con circa 8.000 mld. di $ e dopo la Cina con 3.500 mld. di $) sia sul versante legislativo, che finanziario. Ma il cambiamento del "clima internazionale"

e l`acuirsi dei rapporti con alcuni paesi, hanno convinto il Governo - lo scorso 24 luglio - a pubblicare un documento intitolato: " The National Security and Investment White Paper" (vedasi link a fondo pagina) che pone limiti piu` severi all`acquisizione di imprese nazionali da parte di investitori esteri. Nello specifico, mentre prima i venditori nazionali dovevano informare le autorita` di governo se l`affare superava l`ammontare di 70 milioni di sterline o se l`acquisizione creava un gruppo con una quota di mercato superiore al 25%,ora invece in ogni caso dove sia possibile intravedere un "interesse nazionale" , il venditore deve informare il governo ed attendere l`ok alla vendita prima di concludere il deal. E` fondamentale peraltro evidenziare che il governo ha tenuto a precisare che il R.U. vuole continuare ad essere - in particolar modo Londra - il centro di attrazione mondiale degli investimenti provenienti dall`estero (ogni anno oltre 75.000 posti di lavoro sono dovuti ad investimenti esteri) e che il WP sugli investimenti e` solo un modo per evitare "azioni ostili" da parte di "hostile parties" interessate (senza alcun riferimento a paesi in particolare) a controllare assets strategici del paese (nell`ultimo anno e mezzo solo 2 casi hanno richiesto peraltro l`intervento del governo per acquisizioni "controverse" da parte di imprese cinesi). Il Segretario di Stato per gli Affari Industriali (BEIS) Greg Clark, ha tenuto a precisare che la nuova normativa britannica si pone in linea con quanto altri paesi europei p.e Francia, Germania ed Italia hanno predisposto o stanno predisponendo sul tema.   (ICE LONDRA)

 

 

 

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